La permanente,
una mania lunga un secolo.

LA PERMANENTE. UNA MANIA LUNGA UN SECOLO.

Nel 2016 si sono celebrati i 110 anni del servizio tecnico più utilizzato da generazioni e generazioni di gentil donne che devono ringraziare un certo parrucchiere tedesco Karl Ludwig Nessler, meglio conosciuto come Charles Nestlè, il primo ad eseguire una permanente ufficiale nel suo salone di bellezza, davanti ad esimi colleghi e sulle ciocche della sua povera moglie.

LA NASCITA DELLA PERMANENTE.

Se fate un po’ di mente locale sulle foto dell’epoca (siamo nel 1906), magari viste in casa della nonna o su qualche vetusto album fotografico, vi ricorderete che le donne portavano i capelli lunghi, ma molto lunghi, quindi l’idea di creare un’onda, di dare una scossa alle lunghezze magari in modo definitivo era un po’ il sogno femmineo a cui il nostro eroe Charles diede consistente realizzazione.

Prima di lui molti si erano avventurati su questo terreno un po’ scivoloso, e un po’ tutti utilizzavano orpelli di varie dimensioni, riscaldati a dovere, dove arrotolare le ciocche. Ma il loro sforzo non andò mai oltre.

Fu invece il nostro intrepido parrucchiere a capire che il calore da solo non bastava. Per rendere “permanente” il risultato, i capelli andavano precedentemente ammorbiditi e resi più docili grazie a un trattamento chimico con una sostanza alcalina e successivamente arrotolati attorno ai bigodini metallici riscaldati.

Il nostro bravo Charles inventò dei bigodini di bronzo, riscaldati elettricamente che scendevano dall’alto e sui quali arrotolare i capelli, in modo da tenerli lontano dalla testa per evitare dolorose e antiestetiche scottature alla cute.
Pensate che ogni bigodino pesava tra i 3 e i 4 etti e a volte raggiungeva un calore talmente elevato da bruciare i capelli, che si staccavano a ciocche.

E fu questa invenzione che egli presentò nel suo salone in quel lontano 8 ottobre 1906. Il procedimento era laborioso, lungo e costoso per le clienti e la macchina era decisamente ingombrante. I danni al cuoio capelluto e ai capelli erano dietro l’angolo. E pensate un po’ che i parrucchieri dell’epoca temevano che la meccanizzazione penalizzasse la loro creatività.

Charles brevettò la sua invenzione e i miglioramenti successivi e a seguito dello scoppio della Grande Guerra, si rifugiò negli Stati Uniti, dove apprese che copie della sua invenzione erano sul mercato e utilizzate da vario tempo. Si narra che egli mise in piedi un vero e proprio impero della bellezza, con apertura di saloni nelle maggiori città americane, dove alle sue clienti offriva altri servizi sempre da lui inventati, come le ciglia finte e, udite udite, il kit per farsi la permanente a casa.
Un genio e un abile imprenditore.

EVOLUZIONI.

La storia ci ha messo lo zampino, perché verso la fine della guerra, siamo nel 1916/1917, a causa delle forti perdite di uomini in combattimento, molte riserve vennero chiamate al fronte e chi rimase a casa furono le donne, che iniziarono a svolgere anche compiti prettamente maschili. E il look ne risentì. Per praticità le donne tagliarono i capelli ed è proprio grazie ai capelli corti che la permanente trionfò. Chi lo avrebbe mai detto? E la prima donna famosa ad osare il nuovo styling fu Madame Cocò Chanel, nel 1920.

Da allora la permanente ha conosciuto fasi alterne di grande moda e di grande decadimento.
A partire dal dopoguerra essa divenne appannaggio delle maggiori case cosmetiche del momento e negli anni ’50 conobbe il suo secondo boom. I ricci erano molto costruiti e perfetti, le acconciature composte e molto bon ton. Pettinature che potemmo definire “plastiche” ma che invece riflettevano il bisogno della donna di essere rassicurata e gradevole, visto che negli anni della guerra non aveva più pensato alla sua bellezza.

Gli anni ’60 invece decretarono il boom del bob di Vidal Sassoon e fino ai mitici anni ’80 non si parlerà granché della permanente.
Vi ricordate? Spalline imbottite oltre ogni dire e capelli ricci per creare vaporose acconciature e dare sostegno ai capelli. Tutto era esagerato.
Gli anni ’90 invece fecero da contraltare al decennio appena trascorso. Voglia di minimalismo, di ridimensionamento, di capelli lisci e quasi privi di volume, tagli pixie, molti con frangetta.

LA PERMANENTE 3.0.

Ebbene, le aziende cosmetiche che hanno compreso la genialità del lavoro di Charles, si sono chieste come riportare in auge un servizio tecnico di grande appeal. E la risposta è stata la ricerca. Nel corso di 110 anni le formulazioni sono notevolmente migliorate, le tecniche di esecuzione hanno fatto passi da gigante, le tecnologie sono diventate affidabilissime tali da rendere la permanente sicura per la cute e i capelli.

E anche noi di Medavita abbiamo cavalcato l’onda dell’innovazione.
Il nostro Curladdict Sistema Ondulante è una permanente di nuova concezione a base di Vite rossa.

Un sistema unico, che coniuga la tenuta del riccio ad effetti di sostegno e movimenti tonici e leggeri senza nessuna fonte di calore.

Ideale per tutte le tipologie di capelli: grazie al Filtro modulatore che regola l’intensità del Fluido ondulante, si possono creare differenti tipologie di mix adatte ad ogni esigenza e tipologia di capello, dai naturali resistenti ai colorati, fino ai capelli particolarmente schiariti con decolorazioni totali o mèches.

Il risultato sono ricci croccanti, morbidi boccoli o onde sinuose.

La permanente si è evoluta, in molti casa ha mutato nome, ma ad oggi è diventata un vero e proprio trattamento di bellezza in tutta sicurezza.

A tutta salute con Medavita.

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