LE 5 ICONE DELLA BELLEZZA ITALIANA




LE 5 ICONE DELLA BELLEZZA ITALIANA.


Italia, il bel paese, dove la bellezza è ad ogni angolo. Paesaggi, arte, storia, cultura, moda, design, tutto parla un linguaggio di beltà, rivista, corretta, interpretata. E invidiata in tutto il mondo.
Il mito della bellezza italiana è anche il fascino irresistibile di donne che lo hanno reso più concreto e terreno grazie al loro aspetto, preso come modello estetico di riferimento dalla moda e dal cinema, con il benestare del pubblico.
Artiste di talento, belle, di carattere, dallo sguardo ammaliatore che la storia ha consacrato a sex simbols e che ancor oggi sono orgoglio italiano.
Di chi parliamo? Delle 5 bellezze italiane più amate di sempre che ancora oggi ispirano milioni di donne non solo in Italia ma nel mondo.


Sophia Loren
Bellezza prorompente, incarnò il sogno erotico degli italiani, ma non solo, nell’epoca delle maggiorate. Artefice della sua carriera fu la madre, che la incoraggiò giovanissima a partecipare dapprima ai concorsi di bellezza e poi intuendone le potenzialità ad entrare nel mondo del cinema. A 16 anni vinse il titolo di Miss Eleganza, che, si dice, fu inventato appositamente per lei. Secondo la classifica dell’American Film Institute, Sophia Loren è una delle 25 attrici più grandi di tutti i tempi. Ha recitato in capolavori della storia cinematografica italiana come “La ciociara”, “Matrimonio all’italiana, “Ieri, oggi e domani”. Dolce & Gabbana l’hanno voluta come testimonial di un loro profumo e a lei hanno dedicato la nuance del Rossetto n. 1 che porta appunto il suo nome.


Gina Lollobrigida
Per tutti gli anni ’50 e ’60 fu considerata un sex simbol a livello internazionale, lei che si vergognava e non si considerava nemmeno bella. Dopo qualche apparizione su alcuni fotoromanzi e a Cinecittà, fu notata per la sua procace bellezza al concorso di Miss Italia del 1947, che naturalmente vinse. Bella, provocante e mediterranea, ma piena di grazia, fu invitata in America, ad Hollywood, dal miliardario Howard Hughes, produttore e scopritore di dive. Rimase però poco, perché mal sopportava la Mecca del cinema. Al suo ritorno in Italia gira “Pane, amore e fantasia”, accanto a Vittorio De Sica. Un successo strepitoso, campione di incassi, che al botteghino raccolse un miliardo e mezzo di lire e valse alla Lollo nazionale l’appellativo di Bersagliera. Nel 1974 si narra di una laison con Fidel Castro, sempre smentita. Fra le sue passioni, la fotografia e la pittura. Nel 2018 è stata testimonial di “Valigia di salvataggio”, un’iniziativa promossa e realizzata dall’associazione Salvamamme a sostegno delle donne disagiate e vittime di violenza. Bersagliera fino in fondo, anche a 91 anni.






Claudia Cardinale
Un’attrice inconfondibile, una donna sensuale, intensamente mediterranea. Nel 1957, a 19 anni, vinse il concorso di bellezza “La più bella italiana di Tunisi” e il premio fu un viaggio alla mostra del Cinema di Venezia. I fotografi impazzirono per lei, che in spiaggia sfoggiava il bikini, sconosciuto in Italia. Benché dichiarasse di non voler far cinema, la magia di questo mondo cominciava ad affascinarla. Il suo primo film italiano fu “I soliti ignoti” di Mario Monicelli. In seguito, insieme e Marcello Mastroianni interpretò “Il bell’Antonio”. Tutti la ricordiamo bellissima nel celeberrimo film “Il Gattopardo” di Luchino Visconti. Una donna libera, di grande forza interiore, di grande impegno sociale. È ambasciatrice dell’UNESCO, sostiene la lotta per i diritti delle donne e degli omossessuali. Aiuta i giovani che vogliono farsi strada nel mondo del cinema, finanziando i loro film.


Virna Lisi
Un altro canone di bellezza, che non è quella prorompente della Loren, o quella procace della Lollo. E tanto meno quella mediterranea della Cardinale. La sua è una bellezza algida, aristocratica, il suo viso ha tratti di porcellana, eleganti. Simona Izzo dichiarò che “era così bella che il suo volto sembrava un dipinto”. Per le sue interpretazione vinse a Cannes, accumulato David di Donatello e Nastri d’Argento. Sperimentò i fasti di Hollywood, dove recitò con Jack Lemmon e Tony Curtis, ma se ne andò prima dello scadere del contratto, perché si sentiva costretta in una gabbia dorata, fatta di parrucchieri, lusso e isolamento. Viveva la sua bellezza come un limite, tanto che dichiarò “Ho cercato di imbruttirmi tutta la vita perché della bellezza non me ne è mai fregato niente. Che meriti hai per il tuo aspetto?”. Famosissimo rimane lo slogan della pubblicità del dentifricio Chlorodont di cui era testimone: “Con quella bocca può dire tutto ciò che vuole”.


Anna Magnani
Di lei si può dire con assoluta certezza che fu una delle più grandi interpreti femminili della storia del cinema. Un’attrice dall’indiscusso talento, di eccezionale intensità, simbolo del neorealismo italiano. Antidiva per eccellenza, incarnava i valori genuini dell’Italia del dopoguerra. La sua completa rivelazione arriva con il film “Roma città aperta” del 1945, di Roberto Rossellini. Anna Magnani ha incarnato la figura della popolana sfacciata, sicura e talvolta persino violenta nella difesa veemente dei giusti valori. Ha recitato ruoli di grande spessore, di sofferta sensibilità e al contempo di vivace temperamento.


Donne irregolari, dal carattere definito, dalla bellezza iconica, che non si è fermata alle copertine delle riviste o sullo schermo del grande cinema ma è andata oltre arrivando ad essere leggenda. Ognuna a modo proprio.


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